Mercoledi 3 gennaio ho pubblicato un post legato ad una domanda semplice: come si dice libellula in sardo? Avevo letto la richiesta in un altro post e sebbene le risposte fossero un lungo elenco di nomi diversissimi tra loro il mio intento – lo ammetto – era decisamente provocatorio: volevo con la richiesta apparentemente innocua stanare quei luoghi comuni che ci uniscono, ma solo superficialmente. Quando siamo fuori, in continente, siamo tutti sardi ed invece a casa nostra cominciano i distinguo e i più terribili sono sulla lingua. Immaginavo che si catapultasse un’orda di indipendentisti davvero arrabbiati sulla mia quasi innocua provocazione ed invece moltissimi hanno risposto spiegando, a loro modo e simpaticamente, il nome sardo della libellula. I nomi erano, più o meno quelli che avevo precedentemente elencato nel post con qualche aggiunta. Fino a quando, finalmente, qualcuno ha gettato il seme della discordia: “su sardu est unu” ha scritto e si è subito beccato un: “cioè… il tuo”. Tutto ruota intorno a queste due affermazioni che, da anni, state bene attenti, riempiono di soluzioni i dibattiti e i libri scritti da intellettuali e studiosi del sardo. Ma quale sardo? Se su sardu est unu, chi decide chi tra le varie lingue sia quello giusto? Il logudorese, il campidanese, il gallurese, il tabarchino? Qualcuno propende per quello più parlato in senso quantitativo, facendo torto alle minoranze linguistiche (c’è sempre qualcuno più a sud di altri) altri affermano che il logudorese sia il sardo sardo. Difficile rispondere. Abbiamo troppi modi di dire e di pensare e quindi rifaccio la domanda: in poche parole come si dice libellula in sardo sardo, ovvero in quello che dovrebbe unire tutti i sardi?
Nato a Oristano. padre gallurese, madre loguderse, ha vissuto ad Alghero, sposato a Castelsardo e vive a Cagliari. Praticamente un sardo DOC. Scrive romanzi, canta, legge, pittura, pasticcia e ascolta. Per colpa del suo mestiere scommette sugli ultimi (detenuti, soprattutto) e qualche volta ci azzecca. Continua a costruire grandi progetti che non si concretizzano perché quando arriva davanti al mare si ferma. Per osservarlo ed amarlo.
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