“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”. E’ la frase che condensa l’essenza di tutta l’esistenza. E’ una delle innumerevoli frasi lasciateci da William Shakespeare, forse un romanziere, un poeta, un angelo. Forse un soffio fantastico, un profondo conoscitore dell’animo umano. Forse un’idea. Chissà. Pare sia nato il 23 aprile del 1564 però qualcuno smentisce questa teoria e colloca la sua nascita al 26 aprile dello stesso anno. Forse è morto il 23 aprile del 1616 all’età di 52 anni o forse il 26 aprile. Chissà. Shakespeare è un bellissimo mistero, un enigma, è fatto della stessa sostanza dei sogni. Quanto lo abbiamo amato noi sedicenni inquieti, quanto abbiamo trepidato e gli abbiamo dato ragione per le sue frasi sull’amore: “l’amore è cieco e gli amanti non possono vedere le piacevoli follie che essi commettono”. Siamo stati tutti Romeo o Giulietta, impacciati e trepidanti, innamorati e folli ad inseguire la sostanza dei sogni. Quante volte abbiamo pensato che chi semina amore raccoglie felicità, quante volte abbiamo compreso di essere alla fine del viaggio perché i viaggi finiscono laddove si incontrano gli amanti. Quanto abbiamo vissuto il sogno di una notte di mezza estate e quanto siamo rimasti rapiti dai suoi giochi, dal suo costruire mondi, dal suo bellissimo narrare. Possiamo nel tempo essere diventati duri, cinici, opportunisti, fatalisti e sconsolati ma quando sappiamo di guardare all’amore non con gli occhi, ma con l’anima, allora siamo all’interno del mondo magico di Shakespeare. Siamo il sogno di una notte di mezza estate, siamo Romeo e Giulietta, siamo polvere di stelle. Provate a dire: “Guarda come appoggia la guancia alla sua mano: Oh, potessi essere io il guanto di quella mano e poter così sfiorare quella guancia!” Solo allora avrete il peso e la misura dell’amore e solo allora ammetterete di essere fatti della stessa sostanza dei sogni. Buon compleanno sognatori!
Nato a Oristano. padre gallurese, madre loguderse, ha vissuto ad Alghero, sposato a Castelsardo e vive a Cagliari. Praticamente un sardo DOC. Scrive romanzi, canta, legge, pittura, pasticcia e ascolta. Per colpa del suo mestiere scommette sugli ultimi (detenuti, soprattutto) e qualche volta ci azzecca. Continua a costruire grandi progetti che non si concretizzano perché quando arriva davanti al mare si ferma. Per osservarlo ed amarlo.
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