Mentre io nascevo Clint esordiva nel cinema. E faceva, ovviamente il cowboy. Era una serie televisiva girata, appunto, nel 1959. Cleant Eastwood non lo sapeva ancora che dopo qualche anno sarebbe diventato un mito ed un’icona mondiale. Aveva 29 anni e i due sguardi di sempre: quello con il cappello e quello senza cappello. Fu Sergio Leone ad inventarsi questa questa piccola frase divenuta negli anni leggendaria ma fu il grande Sergio a capire la sua potenzialità.Clint è sempre stato un rude, anche nella vita, un duro, un repubblicano, uno che non le manda a dire. Oltre ad aver interpretato moltissimi film è un eccellente regista e ha girato 45 lungometraggi.Tutti ricorderanno “gli spietati” o “million dollar baby”, forse il suo capolavoro assoluto. Amo però – e moltissimo – un piccolo grande film “Gran Torino” un film del 2008 dove tutto è americano: il pensionato di origine polacca interpretato da Clint è americano, i bulli sono americani, le gang band sono americane, i fucili, le pistole facili sono americane, la morale è americana, il razzismo è americano, la redenzione è molto americana e l’auto “gran Torino” è americana. E’ una storia bellissima, struggente, da un finale altamente drammatico ma poetico, anche questo maledettamente americano. E’ un film dove Clint esalta la sua bravura, interpreta magnificamente il suo cinismo e divide il film in due grandi spezzoni: Clint con il cappello e sono botte e scorribande, forza e un filo di razzismo, Clint senza cappello ed è lui davanti al mondo, con un piccolo accendino ed un grande regalo per un piccolo amico Vero: la Gran Torino. A proposito: oggi Clint compie esattamente 92 anni: 46 con il cappello e 46 senza cappello. Auguri vecchio buon Clint!
Nato a Oristano. padre gallurese, madre loguderse, ha vissuto ad Alghero, sposato a Castelsardo e vive a Cagliari. Praticamente un sardo DOC. Scrive romanzi, canta, legge, pittura, pasticcia e ascolta. Per colpa del suo mestiere scommette sugli ultimi (detenuti, soprattutto) e qualche volta ci azzecca. Continua a costruire grandi progetti che non si concretizzano perché quando arriva davanti al mare si ferma. Per osservarlo ed amarlo.
Renatino e i misteri di Roma (di Giampaolo Cassitta)
Elio e le storie disattese (di Francesco Giorgioni)
The show must go on (di Cosimo Filigheddu)
Vincerà Mengoni. Però… (di Giampaolo Cassitta)
Ero Giorgia, e ricanto. (di Giampaolo Cassitta)
Piacere, Madame. (di Giampaolo Cassitta)
Se son fiori spariranno (di Giampaolo Cassitta)
Ma Sanremo è Sanremo? (di Giampaolo Cassitta)
Pacifisti e pacifinti (di Simone Floris)
Lo specchietto (di Salvatore Basile)
Da San Gavino a San Cristoforo, quando colonizzammo il Villaggio Verde. Ovvero il trasloco (di Sergio Carta)
Se riesco a buscare 5000 Lire ci vediamo allo Zoom, ovvero le pomeridiane in discoteca degli anni’80. (di Sergio Carta)
Papa Fazio (di Cosimo Filigheddu)
Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.
Unisciti a 18.018 altri iscritti
Indirizzo e-mail
Iscriviti
sardegnablogger ©2014 created by XabyArt - graphic & web design